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TRIBUNA LIBERA: FATALITA' O LEGGEREZZA...
di Ufficio Stampa (del 26/11/2008 alle 16:28:25, in Ufficio Stampa, linkato 803 volte)

di Ciro Tinè

Quanti di noi dinanzi alle tragedie che “infieriscono” su giovani innocenti si pongono la domanda: abbiamo fatto abbastanza attenzione per evitarla? Spesso negli anni di nostra partecipazione alla vita attiva politica ci siamo resi conto che negli appalti per costruzioni pubbliche l’imperativo categorico era risparmiare per avere a disposizione più risorse per altre opere, senza prendere in considerazione che il risparmio potesse nascondere un pericolo futuro! Sicuramente gli amministratori,forse in buona fede(?), hanno creduto che, anche risparmiando, le strutture sarebbero state realizzate in sicurezza. Oggi, col senno del dopo, le nostre preoccupazioni si sono rivelate nefaste. Cassandra aveva ragione! Economia di mercato per l’imprenditore (non lo dice!) ha il significato di adoperare materiali un po’ più “poveri” con la speranza e l’incoscienza che nel tempo non si presentassero “falle nefaste” e la conseguente perdita di vite umane. Ormai gli esempi sono innumerevoli e la domanda “ quanti di noi……..” tormenta il mio pensiero e lo estendo a voi che mi leggerete. Quanti di noi hanno cercato, molto spesso vanamente, di fare modificare ai nostri partners o avversari alcune scelte che suscitavano palesemente molte perplessità ? certamente molti! Ma la nostra accorata accorta lungimiranza è caduta nel più assordante silenzio. Tanto poi si vedrà………… Quella di oggi, che vede reciso l’avvenire di un innocente, e quello di ieri, San Giuliano con innumerevoli vittime, non e’ una fatalita’, ma incuria, superficialità, incompetenza di molti amministratori “risparmiosi” che per i loro comportamenti “avari”sono stati “promossi” da coloro che dichiarano avvenuti per fatalita’. Alla prima domanda ne fa seguito un’altra: cosa fare perché non ne avvengano altre? a mio modesto giudizio và riformata la politica e la scelta degli uomini. Fare politica significa mettere al servizio dei cittadini, monitorando con la continua presenza fra loro, le proprie competenze con elevato senso di responsabilità, seguendo scrupolosamente i valori etici che sono la base della società democratica. Quello che è accaduto e che “forse” accadrà ancora è frutto di superficialità, egoismo, opportunismo e spesso incompetenza. La vita umana che è affidata alle nostre scelte decisionali, deve rappresentare il dono più prezioso ed è nostra responsabilità proteggerla con razionalità, intelligenza ed onestà. Basta questo stillicidio quotidiano di vite umane, legato al pressappochismo egoistico opportunistico dei “soliti noti”. Chi possiede le doti socio culturali per poterlo arginare ha l’OBBLIGO di intervenire creando una task force ad hoc e organizzando controlli severi. L’economicità prescelta per realizzare le strutture pubbliche è sempre la responsabile della mancanza di sicurezza, in particolare nelle scuole e nei posti di lavoro. Chi non è in grado di farlo deve dichiarare la propria inadeguatezza e lavorare per l’ascesa delle persone competenti. Doveri e diritti rappresentano il binomio inscindibile per la difesa della vita e la sicurezza sul lavoro. Da militante auspico che il PSDI inizi la sua battaglia in tutte le sedi istituzionali per la messa in sicurezza di tutte le strutture, sembra siano moltissime, killer che possono “incrementare” la perdita di vite umane innocenti.