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LE TRE R
di Ufficio Stampa (del 27/10/2008 alle 13:00:00, in Lettere Aperte, linkato 1016 volte)

di Ciro Tinè

Il messaggio che la piazza ha trasmesso a chi deve comprendere è stato univoco e vibrante : basta divisioni suicide! Ho titolato questa mia riflessione 3 R e cioè riconciliazione- ricostruzione- rilancio, perché queste sono le richieste della base. Non esistono più alibi alla ricerca di una ricomposizione intelligente e razionale dell’area del centro sinistra, in particolare di tutta la sinistra storica riformista. L’attuale governo di centro (?) destra ha svelato le sue mire di potere egemonico in tutti i settori istituzionali e pubblici, violando gli impegni assunti in precedenza. La ricchezza ha raggiunto il massimo della sua opulenza e la scomparsa del ceto medio della società ha aumentato a dismisura l’area della poverta’ . Questa Italia non può e non deve piacere a noi che abbiamo lottato sempre perché la società si abbeverasse alla sorgente sempiterna della giustizia e della solidarietà. Abbiamo sempre difeso la salute, l’ambiente, l’istruzione, la ricerca, a nostro avviso cardini imprescindibili per una vita sociale moderna che rispettasse i diritti fondamentali dei cittadini. Negli atti dell’attuale governo dobbiamo riconoscere il totale fallimento delle nostre battaglie sociali e il ritorno all’autoritarismo del passato che tanti lutti ha comportato per troppi decenni. Tutto quello che la piazza richiede deve rappresentare un nuovo laboratorio per tutti coloro che la politica la vivono come servizio per il miglioramento della vita e per il futuro delle giovani generazioni. La Costituzione è il baluardo a difesa del lavoro che l’attuale governo scardina scientemente e chirurgicamente creando sempre più disoccupazione e perdita inarrestabile di “cervelli”. Dinanzi ad una situazione di intollerabile gravità non possiamo più nasconderci dietro ad alibi futili e inconsistenti. È necessario un ripensamento ed un approfondito dialogo con tutte le forze della sinistra riformista alla ricerca di un denominatore comune che possa essere condiviso da tutti coloro che hanno abbandonato la via maestra disillusi, disaffezionati e amareggiati per i distinguo, le ambiguità, le defezioni degli elementi di vertice che hanno tradito le speranze per puro opportunismo ed egoismo. Oggi il mondo è in costante “mutazione” , i giovani non credono più nella politica, schifati dagli innumerevoli esempi di occupazione del potere e dalla indifferenza per i problemi veri che angustiano i comuni mortali. Dobbiamo fare ammenda del passato e cercare di creare una nuova immagine della politica, riportandola al pensiero e all’azione dei nostri vecchi e onesti saggi padri. Il tempo è scaduto non perdiamo l’ultima occasione. Il messaggio della piazza e’ chiaro e non ammette ulteriori illazioni. Credo fermamente che tutti noi condividiamo questo ultimo grido di rinascita e di lotta alla povertà pericolosamente incombente. I giovani chiedono un futuro certo, sicuro, e di ricerca per potere esprimere tutta la propria potenzialità di intelligenza e di impegno.