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MAGISTRO (PSDI): VELTRONI E CASINI? I MIGLIORI ALLEATI DI BERLUSCONI
di Ufficio Stampa (del 29/04/2008 alle 16:16:14, in Articoli Magistro, linkato 1339 volte)

Il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro ha dichiarato:

“Veltroni abbia l’umiltà di riconoscere l’errore di aver voluto , da solo, affrontare nelle elezioni politiche il PdL, non solo rinunciando al sostegno ma umiliando tutte le forze politiche che, come i socialdemocratici, hanno consentito all’Italia di vivere sessant’anni di democrazia e libertà. Ma se il risultato alle politiche era atteso, quello amministrativo a Roma, è stato un voto post-ideologico che i cittadini hanno voluto assegnare ad un candidato, Alemanno, molto più credibile rispetto a Rutelli nell’individuare soluzioni concrete a problemi reali . O nelle prossime settimane Veltroni prenderà atto del fallimento della sua strategia di cancellare storie, culture e sensibilità politiche del nostro Paese e ricostruirà su nuove basi un rapporto di lealtà con gli alleati storici (Socialdemocratici, Socialisti, Liberali, Repubblicani) oppure avrà scritto lui , definitivamente, la parola fine del centrosinistra in Italia ed obbligherà quanti amano la politica a scegliere strade diverse. Senza una seria e severa analisi sono destinate a crollare, in poche settimane, come birilli, tutte le amministrazioni locali (regionali, provinciali e comunali) per il venir meno di un minimo di solidarietà. In questa tornata elettorale amministrativa non c’era l’alibi della Lega ed il risultato di Roma deve suonare allarme anche per un presunto leader come Casini che ha voluto sfidare i propri elettori a Roma imponendo la scelta dell’ astensione. Non abbiamo gioito per il fallimento di Casini di diventare ago della bilancia tra centrosinistra e centrodestra, né del caos che impera all’interno di alcune sue regioni, come Lazio e Puglia, per gli impegni disattesi con i propri elettori e con i propri candidati , ma il PSDI aveva, nelle scorse settimane, già avuto modo di verificare quanto cinica, personalistica e poco lungimirante fosse la conduzione nazionale dell’UDC, che dopo averci proposto un’intesa per creare un nuovo soggetto politico – l’Unione di Centro - con UDC, Rosa Bianca, PSDI e PLI ed individuato forme e modi di partecipazione, l’ha disattesa a 48 ore dalla presentazione delle liste, con grande danno per i socialdemocratici che, per evitare pasticci, hanno rinunciato a partecipare alle elezioni politiche. I risultati di Casini e Cesa sono stati deludenti proprio per l’ errore di sopravalutazione del gruppo dirigente perché, ben altro sarebbe stato il ruolo in Parlamento dell’Unione di Centro se – con l’apporto di PSDI e PLI - avesse potuto contare su 10 deputati in più e su 7/8 senatori anziché solo sui 3 siciliani di Totò Cuffaro. Per il futuro bisognerà ripensare al modo di fare politica. Gli elettori sono stanchi di ideologie, non riconoscono destra o sinistra, vogliono sapere come e chi riesce ad affrontare i propri problemi legati al lavoro, alla sicurezza ed all’ambiente. Sono stanchi del non fare, della demagogia ed, in generale del vecchio modo di gestire la politica. Nè credono ai Grillo ed ai Di Pietro, come non hanno creduto a Casini, Rutelli e Veltroni. E’ questo il tema delle prossime settimane anche per i socialdemocratici che devono ripensare ad un modello di Partito nuovo, moderno, accattivante, diverso, efficiente e convincente”.

Ufficio Stampa PSDI

Roma.li 29 aprile 2008