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Riflessioni sulla Legge 194
di Ufficio Stampa (del 18/03/2008 alle 16:16:00, in Articoli Magistro, linkato 1078 volte)

di Ciro Tinè

La legge 194 emanata con il nostro contributo ha costituito negli anni una vera conquista di libertà per la donna, ma oggi essa viene inesorabilmente minata per iniziativa di un novello censore dei costumi, che di maternità è anatomicamente" all'oscuro". Ho cercato di capire quale arcano segreto abbia potuto innescare simile devastante interessamento, senza per altro riuscire nell'intento ! Un uomo dal passato di sinistra che ha provato a percorrere strade molto diversificate e che oggi è approdato su un problema squisitamente femminile mi lascia enormemente perplesso. Non credo che avesse bisogno di accaparrarsi le simpatie dei confessionali, essendone stato sempre un estimatore mediatico ! Tra le iniziative che più mi hanno fatto riflettere sulla gravità delle esternazioni del novello Hulk è la comparsa di manifesti elettorali, esposti in località di residenza di alcune peccatrici, che celatamente contengono messaggi per il loro ravvedimento( o cos'altro?). Chi lavora nel campo sanitario sa che la legge ha contenuti ottimi se essa viene applicata con correttezza, rispettando le aspettative e la privacy della donna, dopo l'obbligato passaggio dai consultori, e quindi non è comprensibile l'apocalittica guerra che ad essa viene scatenata. Se i soggetti, animati da foga inquisitoria, conoscessero le condizioni inumane cui venivano sottoposte le donne nel periodo ante legem non credo sarebbero così ORBI da innescare le battaglie attuali senza senno. Le ultime notizie che hanno invaso i media, in epoca della legge in vigore, dimostrano che in caso di necessità esiste un mercato nero a pagamento, qualificato, che risponde comunque alle esigenze. Il fallimento, la modifica o l'abrogazione della 194 ci precipiterebbe negli anni bui, nei quali erano assenti la professionalità e la sicurezza che solo l'ambito ospedaliero può garantire. A questo proposito è intollerabile che operatori, stipendiati dallo stato, possano rifiutare la loro opera qualificata, perchè obbiettori, anche nella prescrizione di farmaci preventivi. dovrebbe essere fatto loro obbligo di espletare ogni possibile azione di "ravvedimento" e nel caso risultasse infruttuosa dovrebbero attenersi alle norme che la legge prevede. noi siamo i rappresentanti dei diritti civili e come tali dobbiamo contribuire alla applicazione delle leggi che lo stato sovrano, laico e non confessionale, emana. Il nostro contributo deve essere espletato con una approfondita informazione sui problemi in esse contenuti con le identiche modalità siano esse laiche o confessionali e tale comportamento ci riserverebbe particolare attenzione, come profeti di verità, e ci distinguerebbe dalla moltitudine degli ambigui opportunisti.