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LE AMNESIE DI DI PIETRO
di Ufficio Stampa (del 25/02/2008 alle 10:09:02, in Articoli Magistro, linkato 1071 volte)

DI MIMMO CUOMO, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI SCAFATI

Caro Mimmo, come ti ho già riferito durante gli assidui contatti che abbiamo avuto negli ultimi giorni, improrogabili impegni legati alla formazione della lista del nostro partito per le elezioni amministrative nella mia città mi impediscono di essere presente insieme a voi in un momento così delicato e di ciò me ne scuso con te e con tutti i compagni della direzione.

Con la presente intendo affidare alla vostra attenzione due brevissime riflessioni che, a parere mio, non sono state sufficientemente evidenziate nei dibattiti politici degli ultimi giorni.

1. La scelta del P.d. e del P.d.L di andare da soli che, seppure criticabile da un certo punto di vista, sarebbe stata legittima in un sistema rigorosamente proporzionalista, pur se con qualche soglia di sbarramento, diventa una enorme ingiustizia ed un’atto di cinismo politico tale che i loro autori dovrebbero vergognarsi di utilizzare nelle loro sigle termini come “democratici” o “libertà”. Infatti fare questa scelta, contando su un sistema elettorale che assicura un cospicuo premio di maggioranza, delle soglie di sbarramento così alte e per di più senza preferenze significa a parere mio una sola cosa: DITTATURA.

2. Moltissimi osservatori non riescono a spiegarsi l’alleanza del P.d. con l’IdV di Di Pietro, o per lo meno così dicono. A parere mio la spiegazione sta unicamente in una parola: AMNESIA. L’amnesia cioè che, all’epoca di mani pulite, colpì il giudice Di Pietro che stava inseguendo una valigia zeppa di banconote e se la perse sulla soglia di un portone di via Delle Botteghe oscure. Quasi sicuramente nei giorni scorsi il paladino della “giustizia nostrana” ha miracolosamente riacquistato quella memoria che gli ha consentito di trovare gli argomenti convincenti per ottenere un comodissimo quanto scriteriato apparentamento.

 Detto questo, ti autorizzo a rendere pubblico quanto innanzi e a considerarmi d’accordo con la tua linea politica nelle trattative che state portando avanti.

Un fraterno saluto ed un abbraccio.

Mimmo Cuomo Scafati 22.02.08