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VASSALLI E QUESTUANTI
di Ufficio Stampa (del 18/01/2008 alle 16:40:49, in Articoli Magistro, linkato 636 volte)

di Ciro Tinè

Spesso ci si meraviglia perché i giovani sono disamorati e distanti dalla politica, ma se analizziamo i comportamenti di coloro che la rappresentano, dobbiamo convenire che è talmente degradata da non poterla giustificare, senza incorrere nella facile, qualunquistica,retorica e quindi in una difesa squalificata e perdente. Se ci capita di seguire i lavori parlamentari ci si trova davanti ad uno squallore mortificante, e, coloro che hanno sempre sostenuto che la politica è l’arte del dialogo e della ragionata mediazione, devono ricredersi in quanto essa non rappresenta un servizio al cittadino, ma l’acquisizione di nuovi privilegi. Ci si rende conto, continuando l’analisi, che l’attività dei politici è sostenuta da vassalli e questuanti che sono pronti, per il proprio opportunismo, ad assecondarli in tutte le decisioni siano esse trasparenti o molto spesso molto ambigue. Questo rappresenta humus in cui nuotano e nella mente del comune cittadino affiora la domanda conseguente : cosa non si eseguirebbe per il proprio tornaconto? Per fortuna questo modo di pensare, se pur diffuso, non è predominante ed esiste una moltitudine di giovani che si ribella culturalmente a questa squallida rappresentazione della politica e si mantiene prudentemente lontano, acuendo sempre più il proprio ragionato distacco e quindi l’impossibilità di rinverdirla e svecchiarla. Sembra che chi abita nella domus aurea non voglia esaminare questo stato delle cose e continui, senza tema di smentite, a concepire la politica come proprio patrimonio o dote di vita, infischiandosene platealmente, sicuro della molteplice manovalanza di schiere di vassalli e questuanti. Saremo in grado di attuare il rinnovamento necessario? Ai posteri l’ardua sentenza! ( A.Manzoni)