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Un decalogo per le riforme
di Ufficio Stampa (del 17/01/2008 alle 17:29:50, in Articoli Magistro, linkato 724 volte)

Appunti per le prossime Elezioni Amministrative

Partecipa al dibattito

Nessuno può legittimamente rivendicare la titolarità dei concetti saragattiani di libertà e giustizia sociale: è la loro sintesi che va cercata e praticata in ogni strategia di riforma. In questo senso il PSDI vuole contribuire al dibattito politico in corso nel Paese indicando le due grandi premesse e i dieci punti di programma che ritiene prioritari. La prima premessa è che la riforma dello Stato, con gli interventi di modifica della seconda parte della Costituzione repubblicana è precondizione per una svolta di modernità e di efficienza. In tal senso il PSDI – pur nella consapevolezza dell’iter per le riforme costituzionali previsto dalla stessa Carta – ritiene tanto importante e di tanto valore storico il passaggio epocale verso una nuova fisionomia della Repubblica da rendere preferibile l’elezione di una nuova Assemblea Costituente da cui gli italiani trarrebbero enorme tensione morale e una formidabile spinta di rinnovamento. Altro aspetto pregiudiziale è la battaglia da sostenere non solo per difendere la posizione dell’Italia nell’Unione Europea e nell’area dell’Euro – è questo, a ben vedere, l’unico elemento vero e forte di riforma strutturale che l’Italia ha raggiunto negli ultimi decenni – ma per rilanciare il processo costituente europeo. Passare dall’economia comune ad una comune politica europea è un passo fondamentale per fare dell’Europa strumento di pace per il mondo e di progresso e stabilità economica per i suoi popoli. Il profilo di una politica riformista da porre alla base dell’azione di governo deve contenere impegni e progetti chiari e realizzabili in un quadro di compatibilità economiche, considerato il peso del debito pubblico che frena le possibilità di investimento e segna la vera discriminante tra l’Italia e gli altri Paesi europei. I punti del decalogo riformista non sono, naturalmente in ordine di priorità temporale ma insieme costituiscono la base e le urgenze per superare i ritardi più gravi e correggere gli errori di fondo che rendono più ingiusta e meno vivibile l’esistenza degli italiani. 1) Il Mezzogiorno, che è il vero, grande assente nelle scelte di politica economica e nell’amministrazione quotidiana del governo Prodi, è il fattore di maggiore criticità che compromette lo sviluppo dell’intero Paese. Il dislivello territoriale che spacca in due la realtà nazionale ricade su tutti gli italiani in termini di costi sociali e diseconomie. 2) Il sistema dell’istruzione pubblica e la ricerca scientifica sono alla base di qualunque ipotesi di rilancio della produttività e della competitività del sistema Italia, puntando soprattutto sui giovani, sul merito, sull’innovazione e sulla qualità della formazione. 3) La libertà del mercato si favorisce garantendo reali condizioni di concorrenza e contrastando il potere dei monopoli soprattutto nei settori strategici della comunicazione e dei servizi locali. 4) La realizzazione di grandi infrastrutture è indispensabile per consentire al sistema produttivo di svilupparsi, razionalizzando i costi delle imprese, creando nuove possibilità di mercato e permettendo al Paese di crescere armonicamente. 5) Il nuovo Statuto delle Autonomie Locali deve dare corpo e sostanza alla scelta federalista costruendo una nuova fisionomia funzionale della finanza locale e dotando il federalismo fiscale di meccanismi perequativi che senza lasciare indietro le Regioni più svantaggiate conferiscano loro una nuova dimensione di governo. 6) La riforma della Giustizia è diventata ormai una esigenza fondamentale dei cittadini. La ritardata giustizia penale e civile, l’incertezza della pena, il continuo ricorso a provvedimenti che limitano il rispetto della sfera di libertà e riservatezza dei cittadini, costituiscono ormai una vera emergenza sociale. 7) Sicurezza e rispetto della legalità sono le richieste più frequenti e sentite dalle famiglie e dalle imprese. La tutela della libertà e dell’integrità delle persone, delle aziende e dei loro beni patrimoniali è un dovere preciso dello Stato ed un diritto fondamentale dei cittadini. 8) La Salute, i servizi sociali, la qualità della pubblica assistenza, l’accoglienza dei lavoratori stranieri rappresentano una dimensione della vita sociale del Paese che ha assunto la rilevanza di una grande questione civile ed economica. 9) La riforma del Welfare, la salvaguardia del lavoro come valore essenziale per la società e la vita dei cittadini sono il cuore di ogni politica attenta ai meriti, ai bisogni, ed all’equità. Obiettivo è la stabilità e la qualità del lavoro, ridimensionandone gli aspetti di precarietà, separando assistenza e previdenza, evitando che il maggiore peso del sistema pensionistico ricada sui giovani e sui nuovi lavoratori, difendendo il potere d’acquisto di salari e stipendi attraverso il recupero di una politica dei redditi sostenuta dal concerto delle parti sociali. 10) La tutela ed il risanamento dell’ambiente, delle coste, della montagna, del patrimonio paesaggistico, artistico e monumentale, le politiche di contrasto al degrado territoriale ed al dissesto idrogeologico, il contrasto agli effetti drammatici del mutamento del clima, una politica industriale volta a privilegiare l’agricoltura, il turismo e l’ambiente rurale, sono parte necessaria di una strategia di sviluppo che crei valore senza pregiudicare la qualità della vita e le future generazioni.