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DOCUMENTO DELLA DIREZIONE NAZIONALE
di Ufficio Stampa (del 17/01/2008 alle 17:33:39, in Ufficio Stampa, linkato 707 volte)

L’AUTONOMIA DEL PSDI PER UNA NUOVA POLITICA ECONOMICA ED UN’AUTENTICA SVOLTA RIFORMISTA

La Direzione Nazionale del PSDI, riunita a Roma l'11 gennaio 2008, nel 61° anniversario della scissione di Palazzo Barberini, riafferma la determinazione del Partito a dare continuità politica all'idea di Giuseppe Saragat che, conservando intatta la sua attualità culturale, rende i socialdemocratici storici italiani parte integrante del Socialismo Europeo, nel cui ambito essi rappresentano la visione più vicina alla cultura liberale ed all'Umanesimo socialista. Forte di questo limpido riferimento ideale, il PSDI rinnova l'impegno – già deliberato dal XXVII Congresso – a recuperare ruolo politico e dimensione organizzativa su scala nazionale, agendo in piena autonomia politica. L’impegno per le elezioni amministrative L’autonomia si realizza creando o potenziando riferimenti e strutture in tutte le Regioni italiane, assicurando dal centro un coordinamento ed un indirizzo politico unitario. La partecipazione alle elezioni amministrative, dovunque sia possibile, con il simbolo del “Sole Nascente” è l’obiettivo immediato su cui concentrare l’iniziativa del Partito. Il PSDI, per la sua stessa natura di componente riformista della sinistra italiana, si adopera perché il centrosinistra, ai livelli locali come in sede nazionale, riconosca l’importanza e la pari dignità della partecipazione socialdemocratica. Laddove ciò non risulti possibile, il Partito – anche sulla scorta delle regole che le Regioni stabiliranno nei loro Statuti - lascia alle strutture locali il compito di scegliere posizioni di schieramento basate su programmi condivisi e sulla partecipazione effettiva alle scelte di coalizione, restando riservata al livello federale la facoltà di evitare indirizzi locali non compatibili con la coerenza ai principi fondamentali cui deve in tutti i casi essere ispirata la presenza socialdemocratica. La strada che sembra oggi più giusta e praticabile, in attesa che si chiariscano le posizioni e le strategie delle forze politiche maggiori , è quella di un raccordo politico ed operativo tra le formazioni, ancorché minuscole, che si riconoscono nei valori del socialismo e del riformismo, così come deliberato nel Congresso di Bellaria. Prendere parte al confronto politico su posizioni raccordate può conferire uno spazio di maggiore visibilità anche dove non si dispone della forza per formare autonomi raggruppamenti. Un nuovo, proficuo rapporto di dialogo e di collaborazione va intrapreso con le formazioni politiche di più marcata dimensione territoriale che sostengono le posizioni di valorizzazione delle autonomie locali, in un quadro di federalismo solidale, attento alle fondamentali, imprescindibili esigenze di riequilibrio territoriale del Paese.

L’eventualità di un’accelerazione della crisi politica nazionale

 La Direzione Nazionale è impegnata a seguire attivamente gli sviluppi di una situazione politica in fase di rapida evoluzione, che potrebbe portare ad elezioni politiche anticipate, ed, in questo caso, definirà, valutando approfonditamente – anche in considerazione della legge elettorale con la quale si andrà al voto - le ragioni di opportunità e di coerenza da mettere alla base di eventuali proposte di alleanza elettorale. A chi ci prospetta – di fatto – solo una confluenza, senza rispetto per la nostra storia, diciamo “no grazie” e andiamo autonomamente per la nostra strada. In particolare abbiamo preso atto che i compagni della Costituente Socialista, non concordano con noi nel ritenere prioritario un raccordo tra i gruppi dell'area socialista, laica, socialdemocratica e liberale ed anzi sconfessano e capovolgono la lettera e lo spirito dei due convegni di Bertinoro, che avevano aperto molte speranze in tal senso. La nuova legge elettorale svelerà quali e quanti calcoli reggeranno all'impatto con la realtà, tenuto conto che è comune l’interesse alla sopravvivenza mentre la polverizzazione di questa galassia politica danneggia tutti. In caso di elezioni politiche il gruppo dirigente nazionale dovrà coinvolgere immediatamente tutte le istanze del Partito, a partire dal Consiglio Nazionale e dai Coordinamenti Regionali, per adottare scelte maturate attraverso il dibattito più ampio ed approfondito possibile. Da subito, intanto, il dibattito interno va indirizzato su contenuti e proposte che rafforzino la forte identità politica del Partito dandogli autorevolezza nell’attualità del confronto politico.