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di Ufficio Stampa (del 07/01/2008 alle 11:26:57, in Lettere Aperte, linkato 734 volte)

Gentile dottor Vespa,

La ringrazio per la cortese risposta. Al riguardo, Le riferisco di avere telefonicamente letto il ritratto dal Lei dedicato a Saragat ad Ernestina Santacaterina, la quale mi ha assicurato che avrebbe acquistato il libro, perché interessata a tutti gli scritti che riguardano il padre. Se avrò un giorno modo di incontrarLa, Le riferirò anche i commenti espressi al riguardo dalla signora. Per parte mia, non ho nulla da eccepire su quel testo e non a caso ho usato il termine distrazione nel commentare la Sua affermazione contenuta nella pag. 243 del libro, non attribuendo alcuna malizia a questa svista. Non altrettanto si può invece dire per l’omissione pervicace e dolosa perpetrata da una stampa e da una cultura egemonizzate da quelle parti politiche che non hanno mai mandato giù il fatto che la storia avesse dato ragione a Giuseppe Saragat. Ecco perché mi permetto di osservare che la Sua odierna affermazione per cui «Saragat avrebbe potuto benissimo stare in quell'elenco», seppure migliorativa di quella precedentemente stigmatizzata, appare comunque riduttiva del ruolo politico e culturale di un grande pensatore e statista che, piuttosto, «avrebbe dovuto» collocarsi nell'elenco da Lei stilato.

Con rinnovata stima,

Giorgio Carta