\\ Home Page : Articolo : Stampa
IL PSDI E L’EUROPA
di Ufficio Stampa (del 25/11/2007 alle 11:48:57, in Lettere Aperte, linkato 968 volte)

di Ciro Tinè

Qualcuno potrebbe obbiettare che i problemi italiani sono tanti, cosa c’entra l’Europa? Concluso il Congresso di Bellaria, durante il quale ho cercato di raccogliere firme per la richiesta di referendum per una nuova costituzione per l’Europa, promossa dal Movimento Federalista Europeo di Altiero Spinelli, e con mia somma amarezza ho constatato, tranne il compagno On. Giorgio Carta, On.Paolo De Paoli e un esiguo numero di compagni, che il problema Europa è lontano anni luce nel pensiero dei Socialdemocratici. In questi giorni sono esplosi episodi di intolleranza, promossi da alcuni Sindaci, volentesosi di apparire, che spero siano stati ispirati da ignoranza e pressappochismo e che essi volutamente disconoscano la carta dei diritti approvata dal parlamento Europeo, compresi i nostri delegati! Forse pochi conoscono la mia appartenenza al MFE, voluta e sostenuta da un vecchio compagno di Treviso, seguendo le orme di un grande europeista di cui onoriamo il nome e la statura politica per le sue intuizioni: Giuseppe  Saragat. La richiesta avanzata per una nuova Costituzioneche garantisca pieni poteri decisionaliper alcuni importanti settori , come Esteri, Difesa, Sicurezza, Immigrazione e Politica Economica, al Parlamento Europeo a me sembra che debba essere condivisa da tutti coloro che si definiscono socialdemocratici ( e non snobbata come fatto da alcuni). L’Europa esiste Volenti O Nolenti, l’Euro è la moneta unica Volenti o nolenti, quello che manca è il potere politico, che noi chiediamo a gran voce con la partecipazione al voto referendario di tutti i cittadini. Nel 2009 saranno indette le elezioni per il rinnovo dei parlamentari europei e auspicherei che ad esse partecipassero elementi sicuramente con sentimenti comunitari, per non trovarci nella continua “empasse” provocata ad arte da quegli elementi in eterno parcheggio dei partiti euroscettici. L’era della globalizzazione dovrebbe farci capire che gli egoismi nazionalistici rappresentano la parte più retriva della società e che i principi, da sempre sostenuti dai socialdemocratici veri, debbano essere condivisi da tutti coloro che hanno contribuito alla caduta DEI MURI e l’apertura delle frontiere. Credo fermamente che un governo forte europeo contribuirà alla stabilità dei governi dei paesi federati e che finalmente, con informazioni su tutte le iniziative reali e non con notizie manipolate ad arte, i cittadini europei partecipino attivamente alla sua realizzazione. L’Europa oggi è vista, dalla stragrande maggioranza dei cittadini, come responsabile delle crisi economiche dovuta all’euro, senza rendersi conto che invece l’euro ci ha salvati dalle inflazioni nelle quali si era sprofondati. Ci sono state delle colpevolezze della passata gestione amministrativa, mancanza di controlli e permissivismo in molti settori dell’economia a discapito delle fasce più deboli della società. Ma la colpa più grave risiede nella volontà denigratoria di addossare ad altri le manchevolezze: in particolare l'Euro! Io cittadino europeo voglio essere difeso da un esercito comunitario, dove tutti i paesi rappresentati abbiano pari dignità, voglio dialogare con la gente di tutti i paesi comunitari, voglio che mi sia garantita la sicurezza in tutte le sue forme, voglio la scomparsa dell’intolleranza cavalcata dai soliti xenofobi e la vittoria della pace e della solidarietà, voglio leggi che siano veramente uguali per tutti, voglio la sconfitta della furberia e il ripristino della chiarezza e della trasparenza. Voglio un Partito che si assuma l'obbligo di impartire questi principi su enunciati, che poi sono stati sempre socialdemocratici.