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INTERVENTO AL XXVII CONGRESSO NAZIONALE PSDI DI MAURIZIO VICOLI
di Ufficio Stampa (del 26/10/2007 alle 16:30:07, in Ufficio Stampa, linkato 1064 volte)

DELEGATO DELLA REGIONE ABRUZZO PER LA PRIMA MOZIONE

Sono Maurizio Vicoli delegato dell’Abruzzo per la 1^ mozione e consigliere comunale di Vasto. Ho molto apprezzato la relazione del segretario uscente On. Giorgio Carta. Con grande lucidità, schiettezza e profondità di pensiero egli si è coraggiosamente soffermato su alune questioni cruciali:

1) La globalizzazione come processo inarrestabile ma necessariamente da governare contro le nuove teorie liberiste improntate al laissez-faire;

 2) Il non più praticabile baratto “inquinamento” in cambio di “posti di lavoro”;

3) La responsabilità del sindacato all’interno di una economia profondamente cambiata, sindacato che è diventato conservatore e chiuso ad ogni ipotesi di riforma meritocratica all’interno di servizi nevralgici come la Scuola, la Sanità, la Pubblica Amministrazione. Il sindacato, a mio avviso, deve capire che, se non ci sarà una svolta meritocratica, sarà soprattutto il settore pubblico ad uscirne sconfitto. Ad esempio le esternalizzazioni dei servizi effettuate da molti Comuni per l’inefficienza del proprio personale, devono costituire un campanello d’allarme perché esse sono il primo passo verso la privatizzazione e sono la dichiarazione del fallimento del Pubblico nella gestione di servizi fondamentali per una società progredita. Però né l’On. Carta, né Magistro e né Conforti hanno posto l’accento sui Diritti Civili, sull’Energia e sul rapporto tra Stato e Chiesa e tra Stato ed altre confessioni religiose visto che l’Italia è diventata una nazione multietnica; argomenti questi che, tra l’altro, sono stati inseriti all’interno del questionario che ci è stato consegnato.

Così chiedo ai candidati-segretario:

1) Qual è la loro posizione sui DI.CO.; sull’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali; sull’eutanasia e sulla fecondazione eterologa? Chiedo questo nella certezza che il moralista guarda sempre e solo all’ottimale e al meglio mentre il laico guarda anche al meno-peggio.

 2) Quale piano energetico hanno in mente per l’Italia: nucleare, eolico, solare od anche e piuttosto una decisa e drastica politica di risparmio energetico? Inoltre chiedo se a loro parere l’energia e l’acqua devono restare pubbliche o essere privatizzate?

3) Quale deve essere il rapporto tra Stato e Chiesa? Nonostante siano trascorsi 218 anni dalla presa della Bastiglia, in Italia si assiste ad una forma di sudditanza psicologica, direi “politica” dei governi (siano essi di centro-destra che di centro-sinistra) nei confronti della Chiesa. Così vediamo che mentre lo Stato attua tutta una serie di prelievi fiscali a catena sui semplici cittadini, si mostra del tutto indulgente verso la Chiesa (ad esempio: se io sono un concessionario di automobili e vendo un’ auto, allo Stato devo versare il 20% di IVA, sul restante devo pagare le tasse; su ciò che mi resta di guadagno netto dovrò pagare l’imposta sugli interessi se li deposito in banca mentre se decido di costruirci una casa dovrò pagare nuovamente il 20% di IVA per l’acquisto dei materiali, successivamente dovrò pagare per l’accatastamento dell’immobile, poi le tasse scaturite dal valore dell’immobile sulla Dichiarazione dei redditi ed infine dovrò pagare l’ICI! Quante volte viene tassato il mio guadagno? Come se non bastasse ora si propone anche la tassazione al 20% delle cosiddette “rendite finanziarie” quando invece sappiamo tutti che si tratta solo ed esclusivamente di risparmio delle famiglie: i capitali che danno rendite finanziarie sono. O saranno presto, all’estero e non appartengono certo alle nostre famiglie!! Alla Chiesa succede esattamente il contrario. Supponiamo che una parrocchia voglia costruire una casa per ospitare le famiglie dei detenuti che vengono a far visita ai propri cari. Ebbene quella parrocchia usufruisce dell’8 per mille; chiede ed ottiene finanziamenti pubblici da parte della Regione e della Provincia ed infine non paga nemmeno l’ICI. Ma la cosa più deplorevole è che alla fine sarà il parroco a decidere chi è degno e chi non è degno di ospitare all’interno dell’edificio costruito. Badate, vi assicuro che ciò accade anche laddove il centro-sinistra è al governo del Comune, della Provincia e della Regione.

Allora chiedo ai candidati-segretario, che con schiettezza e coraggio hanno criticato la fusione a freddo DS-Margherita, cosa pensano dei rapporti Stato e Chiesa e, soprattutto, se la Chiesa che non paga tasse allo Stato dall’Editto del 313 emanato dall’imperatore Costantino, debba pagare o meno l’ICI!

Stamattina il Corriere della Sera riporta che il partito di Fini, a dispetto dell’intervento di ieri effettuato dall’On. di Alleanza Nazionale che si diceva certo che oggi Saragat avrebbe scelto il centro-destra, propone referendum cittadini in quei comuni in cui si vogliono aprire nuove moschee. Ciò può anche starmi bene, ma allora è necessario sottoporre a referendum anche la costruzione di nuove chiese… lo dico solo per par condicio visto che l’Italia è uno Stato laico e aconfessionale. Ecco il punto centrale: la laicità dello Stato. Se fino a ieri questo era solo un concetto, un principio astratto enunciato sulla Carta costituzionale, oggi, con i flussi migratori che si registrano nel nostro paese, è necessario mettere in atto concretamente quel principio di uguaglianza, tolleranza e democrazia.

Vi prego di non prendere questa come una provocazione quanto come una richiesta di chiarezza, ritengo infatti che non sia affatto la stessa cosa stare con la Destra o con la Sinistra e sono convinto che saranno le risposte date dai candidati-segretario sui tre quesiti da me posti a collocare automaticamente e inequivocabilmente il nostro partito nello scenario politico nazionale ed europeo. Grazie.