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di Ufficio Stampa (del 11/07/2007 alle 10:35:21, in Ufficio Stampa, linkato 1375 volte)

INTERROGAZIONE URGENTE

 A RISPOSTA IMMEDIATA

On. CARTA - al Ministro della Difesa - Per sapere – Premesso che:

- L’Italia partecipa con propri uomini e mezzi alla forza di intervento internazionale denominata "International Security Assistance Force" (ISAF), con il compito di garantire un ambiente sicuro a tutela dell'Autorità afghana che si è insediata a Kabul il 22 dicembre 2001 a seguito della Risoluzione n. 1386 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 20 dicembre 2001;

- Il Ministero della difesa, dal 1° Maggio 2007, con un’assegnazione provvisoria, non sappiamo se correlata ad alcuna valutazione di congruità del prezzo offerto, nell’ambito di una gara pubblica ancora da aggiudicare, si sta avvalendo a tale scopo dei servizi di trasporto aereo organizzati su responsabilità della SAIMA Avandero s.p.a.;

- Risulterebbe che la SAIMA, per effettuare questo delicato e riservato servizio all’Italia, tenuto conto forse dei prezzi troppo bassi proposti al fine di aggiudicarsi la gara, si stia servendo di compagnie aeree secondarie addirittura incluse in Black list e bandite in Europa perché non conformi agli standard di sicurezza, come la “CLICK AIRWAYS” della Repubblica del Kirghizistan, con conseguente grave rischio sia per la sicurezza del materiale trasportato, del valore di svariati milioni di Euro, sia per quello di eventuale personale talvolta imbarcato. In proposito vale sottolineare come lo stesso Ministero della Difesa, per l’assegnazione del trasporto navale, pone invece limiti ben più severi richiedendo, per ragioni di sicurezza, vascelli addirittura battenti esclusivamente bandiera italiana e neppure Europea

 - Come recentemente riportato dalla stampa (Corriere della sera del 19 maggio 2007, pag. 17; del 31 maggio 2007, pag. 12; e del 9 luglio 2007, pag. 10), si sono verificati gravi disservizi nei trasporti, specie nelle tratte Kabul-Herat, ove i voli sono stati ripetutamente cancellati a causa della difficoltà della SAIMA di reperire gli aeromobili IL 76 necessari. Si sono registrate orientativamente oltre 6 cancellazioni di voli tra il 5 e il 15 di Maggio su circa 12 richiesti; 2 cancellazioni di voli il 16 Maggio su 3 richiesti; 2 cancellazioni di voli il 17 Maggio su 3 richiesti; 3 cancellazioni di voli il 18 Maggio su 3 richiesti;

- I militari italiani di stanza ad Herat in quel periodo militarmente molto delicato - si ricordi l’attacco americano in zona sud ovest del Paese che spingeva i Talebani proprio verso la zona presidiata dagli italiani - non furono riforniti adeguatamente e sull'aeroporto di Kabul si ammassò un enorme numero di veicoli e containers in attesa di essere trasportati a Herat (con grossi problemi logistici a Kabul e di sicurezza a Herat);

- Nel medesimo periodo anche i voli richiesti da effettuare specificatamente con il velivolo An124 - il più grosso velivolo da trasporto materiali che permette di trasferire celermente enormi quantità di materiali - nelle tratte Dubai-Kabul-Dubai, sono stati effettuati con enormi ritardi e problematiche per mancanza del necessario coordinamento logistico/operativo. Risulterebbe che tuttora alcune richieste specifiche di voli da effettuare con An124 fatte da parte del Ministero della Difesa, la SAIMA le abbia tramutate ed effettuate con più tratte di velivoli più piccoli (IL76) ed in più giorni per mancanza di disponibilità dell’An124, dovuta forse al fatto che i costi di mercato di tale velivolo potrebbero essere superiori a quelli offerti dalla SAIMA stessa al Ministero della Difesa;

- Tenuto conto che l‘incongruità nel prezzo offerto per questi delicatissimi servizi è molto pericolosa in quanto, se da una parte sembra evidenziarsi ai profani come un risparmio, dall’altro porta a risultati deleteri se non talvolta eventualmente tragici, è alquanto difficile credere oggi che la Direzione Servizi del Ministero della Difesa, deputata a ciò, dopo oltre tre mesi di attività assegnata alla SAIMA e in presenza dei numerosi e gravi disservizi subiti, che sicuramente le saranno stati segnalati dagli Operativi (grave sarebbe l’opposto), non sia riuscita ancora a verificarla e a ricorrere a scelte alternative magari un po’ più costose, ma più sicure per il Ministero stesso e per la Comunità.

Per sapere –

- quali concrete misure il Governo e, in particolare, il Ministro della difesa intenda adottare per ovviare ai disagi del contingente militare italiano, e se rispondenti al vero le notizie riportate, se intende accertarne le responsabilità.

Giorgio Carta