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PSDI. NO ALLA DEMAGOGIA SULLí USO DELLE SPIAGGE
di Ufficio Stampa (del 21/06/2007 alle 10:10:23, in Ufficio Stampa, linkato 1017 volte)

In una nota a firma congiunta il Segretario Regionale del PSDI, Mimmo Magistro ed il Capogruppo alla Regione Puglia, Beppe Cioce, tornano sul problema dell’utilizzo delle spiagge pubbliche.

“Siamo tra coloro i quali – affermano i due esponenti del PSDI – ritengono che a tutti i cittadini ,debba essere garantito l’accesso al mare, bene di tutti. Per fare questo occorre risolvere due problemi. Il primo è quello di rendere fruibile buona parte degli 820 chilometri di coste ( le spiagge in concessione a privati non sono più dell’8% del totale) e dall’altro contemperare l’esigenza dei diritti collettivi dei cittadini con i diritti dei concessionari demaniali che hanno acquisito dallo Stato– attraverso il pagamento di un canone – una parte di quei diritti e vogliono legittimamente servirsene per la loro attività imprenditoriale.

Se non si comprendono questi due concetti, si fa solo demagogia e non si educa al rispetto delle leggi. Oggi il problema più importante è offrire ai cittadini meno abbienti non solo la possibilità di farsi un bagno ovunque, ma di poter prendere il sole e piantare l’ombrellone in una spiaggia degna di questo nome, con i confort minimi come a “Pane e pomodoro” e deve essere fatto dai Comuni ripulendo spiagge e fondali di tutta la Puglia, non aizzando la gente contro gli imprenditori turistici che da anni - quasi sempre con un rispetto per l’ambiente eccezionale – assolvono alla funzione di far crescere la nostra regione. Mettere sotto accusa, in maniera indiscriminata, le località più belle della Puglia, villaggi turistici e strutture alberghiere, che hanno investito centinaia di miliardi di lire, significa vanificare il lavoro di anni ed allontanare gli investitori. La Regione fermi chi ha deciso di smantellare i luoghi più belli della Puglia che sono tali perché sono amorevolmente accuditi. Sia chiaro, i socialdemocratici sono contro chi inquina e danneggia le coste, ma anche, sono contro chi – demagogicamente – vuole criminalizzare i concessionari demaniali".