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L’Anniversario della disoccupazione
di franco (del 01/05/2007 alle 11:18:06, in Lettere Aperte, linkato 1121 volte)
A che vale parlare di Berlusconi o di Prodi se non per litigare? I partiti hanno però localmente compiti ben comprensibili all’interno della logica pervasiva di questo potere che asfissia la vita sociale e sottrae risorse, umane ed economiche: loro distribuiscono cariche e posti di lavoro, con quel che ne deriva, e fungono da canale per convogliare le più o meno scarse risorse che ricadono sul territorio, ovviamente indirizzandone il flusso, e funzionano da ufficio di collocamento per parenti e più o meno amici, per essere infine “condotta di collettamento” dei voti che servono a confermare il potere politico che si vuole perpetuare. Altro non sa fare che essere questo tipo di potere politico. L’ISTAT, con il comunicato stampa del 20 dicembre 2006, ha riportato i dati occupazionali in Italia. Media italiana 6,1% - grossissimo risultato, ma che cosa ce ne possiamo fare al Sud quando la disoccupazione del Nord è il 3,6%, del Centro del 5% ed al SUD, unico a due cifre, del 10,7%? Che Anniversario del Lavoro dobbiamo festeggiare? Sarebbe meglio festeggiare l’Anniversario della Disoccupazione! Non si tratta di fare rivoluzioni, ma di muoversi nella direzione, certamente difficilissima, di un ripristino del senso di comunità, della chiarezza di rapporti che dica, attraverso il modo di operare, come la gente debba essere trattata. Francesco ROMANO