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Il Circolo "Giuseppe Saragat" di Catania ha eletto i delegati al Congresso Regionale dell'11 aprile
di Nino Gennaro (del 20/03/2010 alle 07:39:51, in Verso il XXVIII Congresso Nazionale del PSDI, linkato 1033 volte)

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Il Circolo "Giuseppe Saragat" di Catania
rinnova gli organismi
ed elegge i delegati al Congresso Regionale

Antonello Longo indica le linee di azione del PSDI in Sicilia

Le proposte emerse dal dibattito e la Mozione conclusiva


Si è tenuta giovedì 18 marzo l'annunciata Assemblea Congressuale del Circolo "Giuseppe Saragat" di Catania per l'elezione dei delegati al Congresso Regionale PSDI della Sicilia che si terrà domenica 11 aprile. Nell'occasione il Circolo ha proceduto anche al rinnovo della Segreteria e del Comitato Esecutivo.

I lavori sono stati introdotti e presieduti dal Segretario uscente, compagno Antonino Gennaro, che ha chiamato gli iscritti al Circolo Saragat ad una nuova stagione di impegno e di lotta in difesa dei lavoratori e per il rilancio del socialismo democratico a Catania ed in Italia, dovendo i pochi militanti rimasti attivi nel PSDI non soltanto operare in un ambiente esterno assai ostile ma anche selezionare a tutti i livelli un nuovo gruppo dirigente, più adeguato ad affrontare le tematiche ed il linguaggio imposti dalla nuova stagione politica e sociale che vive il Paese, superando l'immagine di inefficienza ed ignavia politica offerta da una dirigenza che è ancora condizionata da vecchi, non riproponibili stereotipi. In questo contesto, volendo anche essere d'esempio, la Segreteria del Circolo ha deciso di non riproporre la candidatura di alcuno degli uscenti per eventuali riconferme.

Nel corso dell'Assemblea sono stati affrontati diversi temi sia di interesse generale che locale, dal sostegno al reddito degli agricoltori siciliani colpiti dalla crisi, alle attività della COPAGRI (Confederazione Produttori Agricoli) alla quale fanno capo l'AIC e la UIMEC-UIL, alla costituzione di cooperative di produzione e lavoro in collaborazione con l'AGCI (Associazione Generale Cooperative Italiane). Particolare attenzione il Congresso ha dedicato alla presenza dei socialisti democratici nel mondo sindacale, raccomandando agli iscritti di essere attivi nei sindacati confederali (in primo luogo la UIL ed in subordine la CISL) senza peraltro escludere che, ove ragioni di opportunità o di difficile agibilità lo consiglino, anche i sindacati autonomi possano diventare un riferimento per i compagni impegnati fra i lavoratori. Nel Circolo sarà riorganizzata, anche attraverso il coinvolgimento dei figli dei compagni, la Gioventù Socialista Democratica Italiana così come la Commissione per le Pari Opportunità del Partito vedrà come principali protagoniste le donne iscritte.

Hanno partecipato ai lavori il compagno Cavallaro della UILA-UIL (alimentaristi), la compagna Padova della UILPA-UIL (pubblica amministrazione) ed il compagno Scandurra del sindacato FIALS-CONFSAL (sanità). Per il Circolo "Giuseppe Lupis", l'altro circolo del PSDI che opera nella città di Catania, è intervenuto il compagno Zuccarello.

Su di un piano politico più generale, il Circolo Saragat si farà promotore di una proposta di riforma della legge elettorale per le amministrative in Sicilia, che preveda il ritorno alla doppia scheda - una per l'elezione del Sindaco o del Presidente della Provincia e l'altra per l'elezione dei consiglieri - e l'eliminazione del voto di preferenza anche nelle elezioni regionali siciliane, sull'esempio della Regione Toscana.

In ordine alla vita del Partito, è stata sottolineata l'opportunità che il PSDI utilizzi sempre ed in ogni occasione, anche nei comunicati stampa e nelle carte intestate, la denominazione completa "Partito Socialista Democratico Italiano - Sezione Italiana dell'Internazionale Socialista" e le dizioni "socialismo democratico" e "socialisti democratici" limitando l'uso del termine "socialdemocratico" allo stretto indispensabile. Sono state avanzate inoltre proposte di migliore definizione di alcune parti dello Statuto del Partito, sia regionale che nazionale, allo scopo di sancire, ad esempio, che in occasione dei congressi hanno diritto di voto solo gli iscritti con almeno un minimo di anzianità e non anche quelli che si iscrivono al Partito un attimo prima. Ciò per evitare fenomeni deteriori: un'ottica da tenere in considerazione anche per quanto riguarda la costituzione di nuovi Circoli o di Federazioni Provinciali, che andrebbe consentita solo a chi è già iscritto al PSDI. Il Circolo Saragat si farà inoltre promotore della incompatibilità statutaria fra più incarichi esecutivi di Partito, allo scopo di evitare per l'avvenire che gli stessi compagni possano rivestire ruoli dirigenti contemporaneamente a livello comunale, provinciale, regionale e nazionale.

Fra gli altri temi dibattuti, è stato anche auspicato che i compagni imparino a memoria l'Inno dei Lavoratori, nel significativo testo di Filippo Turati, e l'Internazionale, poiché sarebbe oggi bello e significativo per tutti i militanti socialisti essere in grado di cantare gli inni tradizionali e storici delle lotte operaie e contadine.

Fra le deliberazioni assunte in sede di Assemblea, quella di costituire un "G.A.S." (Gruppo di Acquisto Solidale) allo scopo di alleviare le difficoltà dei lavoratori vicini al Partito e delle loro famiglie che risentono gravemente dello stato di crisi generale e metterli in diretto contatto con i produttori agro-alimentari vicini alla nostra area, con conseguente taglio dei costi di distribuzione e vantaggi per entrambe le parti. Il nuovo G.A.S., che aderirà alla "Rete Gas Nazionale" (www.retegas.org), opererà in collaborazione anche col G.A.P. (Gruppo di Acquisto Popolare) promosso dal Circolo catanese "Città Futura" aderente a Rifondazione Comunista.

Queste ed altre proposte, delle quali per ragioni di brevità non riferiamo i dettagli, sono state inserite in tre mozioni ed in quattro Ordini del Giorno che verranno presentati al Congresso Regionale.

Si è quindi proceduto alla elezione della Segreteria e del Comitato Esecutivo del Circolo, fra i compagni non immediatamente uscenti da precedenti incarichi; all'unanimità sono stati eletti Segretario politico il compagno Onofrio Cannavò, vice segretario il compagno Antonio Consoli e Segretario amministrativo (tesoriere) il compagno Gaspare Strano; responsabile agricoltura il compagno Francesco Cocuzza e responsabile sindacale il compagno Nicola Pesce; infine, sempre all'unanimità e con acclamazione di tutti i presenti, è stato eletto Presidente del Circolo il compagno Nicola Castana.

Il nuovo Segretario compagno Cannavò nell'accettare l'incarico anche a nome del nuovo comitato esecutivo ha ringraziato tutti i compagni e si è impegnato a mettere in pratica nella vita del Circolo le iniziative delle quali l'Assemblea ha discusso, anche in sinergia con l'altro circolo catanese del Partito, preannunciando la prossima costituzione ai sensi dello Statuto del Comitato di coordinamento cittadino del PSDI.

Traendo le conclusioni dei lavori, il Commissario regionale compagno Antonello Longo si è soffermato a lungo sullo stato dell'economia e della società siciliane, prospettando le proposte del PSDI per valorizzare l'autonomia speciale ed aprire la strada allo sviluppo.

“Accettiamo la sfida del federalismo fiscale – ha detto fra l'altro Longo – consapevoli che questo mutamento, che si prospetta oggi imminente, comporta per il Mezzogiorno d'Italia il rischio di restare escluso, ancora più di prima, dai grandi processi di sviluppo, di dare maggiore peso alla fragilità del suo sistema sociale ed economico, ai suoi limiti strutturali e civili, aggravandone il distacco dalle regioni del centro-nord.

Se però la necessità di fare affidamento essenzialmente sulle proprie forze, perfino per determinare interventi di riequilibrio delle sfavorevoli condizioni di partenza, sarà vissuta come volontà autonoma di riscatto, di liberazione delle proprie potenzialità, il Sud diventerà il primo, il più importante bacino per la crescita dell'intero Paese.

In Sicilia “federalismo” vuol dire attuazione – senza se e senza ma, se vogliamo affidarci alle frasi fatte – dopo tanti decenni, di quanto prescritto dallo Statuto siciliano, cioè dalla Costituzione Repubblicana.

La giunta regionale di Confindustria ha puntualizzato i dati del disastro economico siciliano: i consumi delle famiglie nel 2009 sono scesi del 3%, gli investimenti hanno avuto un calo del 14%, la produzione è crollata del 29% con una forte perdita di occupazione in tutti i settori. Il reddito pro-capite dei siciliani nel 1974 era il 65% del reddito pro-capite nazionale, oggi è il 60%.

Tramontata, per volontà dell'Unione Europea, l'era del sussidio statale diretto alla FIAT, la casa torinese si accorge del surplus di costi per assemblare automobili a Termini Imerese e mette fine all'eccentrico sogno di uno sviluppo industriale manufatturiero senza il sostegno di adeguate infrastrutture territoriali.

La Conferenza dei Vescovi cattolici italiani, in un documento dedicato al Mezzogiorno, richiama anzitutto la necessaria solidarietà nazionale ma esorta “alla critica coraggiosa delle deficienze, alla necessità di far crescere il senso civico di tutta la popolazione, all’urgenza di superare le inadeguatezze presenti nelle classi dirigenti.”

“Il cambiamento istituzionale provocato dall'elezione diretta dei sindaci, dei presidenti delle province e delle regioni, non ha scardinato meccanismi perversi o semplicemente malsani nell'amministrazione della cosa pubblica, né ha prodotto quei benefici che una democrazia più diretta nella gestione nel territorio avrebbe auspicato.” Il Sud – scrivono ancora i Vescovi – si è trasformato “in un collettore di voti per disegni politico-economici estranei al suo sviluppo”.

La CEI denuncia che la mafia, “cancro” che uccide le nostre regioni, ha “rialzato la testa”, che la criminalità organizzata detta “i tempi e i ritmi dell'economia e della politica meridionali, diventando il luogo privilegiato di ogni tipo di intermediazione e mettendo in crisi il sistema democratico del Paese... favorendo l'incremento della corruzione, della collusione e della concussione, alterando il mercato del lavoro, manipolando gli appalti, interferendo nelle scelte urbanistiche e nel sistema delle autorizzazioni e concessioni, contaminando così l'intero territorio nazionale.”

Questo quadro della nostra realtà – ha continuato Antonello Longo – ci porta a guardare con interesse alle novità politiche che stanno spezzando in Sicilia vecchie solidarietà e rapporti di potere consolidati nel nuovo sistema “bipolare”. Un sistema tradotto e interpretato nell'isola dai gattopardi depositari dell'antica concezione ascaro/feudale/affaristica della società e della politica.

Negli ultimi decenni tutti i governi nazionali che si sono succeduti, di destra o di sinistra, hanno tradito le promesse e mortificato le ragioni del Sud. Si tratta perciò di far nascere una nuova classe politica, con la forza di spostare gli equilibri politici nazionali che stanno alla base delle scelte di governo sull'allocazione delle risorse nazionali e di provenienza europea.

Ma si tratta soprattutto di recuperare in Sicilia una diversa capacità e qualità di governo. Innanzitutto è necessario individuare una nuova capacità progettuale, quindi vanno create le condizioni perché i progetti vadano in porto e le nuove realizzazioni restino in modo duraturo a produrre effetti sul territorio.

I nodi da sciogliere sono molteplici ma due assumono importanza strategica: la sicurezza e le infrastrutture, che sono le pre-condizioni perché la Sicilia possa scegliere il tipo di sviluppo da sostenere."

Dopo le conclusioni del Commissario regionale compagno Antonello Longo, che hanno suscitato unanime apprezzamento, sulla base degli orientamenti emersi dall'Assemblea è stata predisposta una mozione conclusiva, dal titolo: "Una nuova INIZIATIVA SOCIALISTA per la Sicilia e per l'Italia", collegata ad una lista di sei delegati al Congresso Regionale, che, posta ai voti, è stata approvata all'unanimità.

Per leggere e stampare la mozione conclusiva fare click qui.

I lavori, protrattisi fino a tarda sera, si sono conclusi col canto dell'Internazionale e con un brindisi di augurio ai nuovi eletti.

 

Onofrio Cannavò

NELLA FOTO: il compagno Onofrio Cannavò risponde agli indirizzi di saluto dei compagni del Circolo "Giuseppe Saragat" che lo festeggiano dopo la sua elezione a segretario; al suo fianco il compagno Antonio Consoli, nuovo vice segretario, alle sue spalle il compagno Nicola Castana, eletto presidente, ed il nuovo segretario amministrativo (tesoriere) Gaspare Strano già con la cartellina delle quote associative sotto il braccio; parzialmente visibile, con la camicia rossa, il nuovo responsabile sindacale compagno Nicola Pesce.

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