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Un ideale ci deve esser caro soltanto perché è vero, e non perché è nostro.

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IL PSDI DI COSENZA RICORDA GASPARE CONFORTI
di Ufficio Stampa (del 06/04/2009 alle 11:34:04, in Ufficio Stampa, linkato 1094 volte)

Chiunque abbia conosciuto Gaspare Conforti sa che era un uomo che lasciava il segno, un carattere forte, una personalità indiscussa che incuteva rispetto con naturalezza, senza bisogno di chiederlo. Un uomo di grandi idealità, mai venute meno neanche nei momenti più difficili, uomo che ha ricoperto le più alte cariche politiche, a tutti i livelli, ed è stato espressione unica del significato più alto della politica. Egli, infatti, ha sempre considerato la politica come uno strumento al servizio della collettività e non si è mai prestato a logiche diverse da quelle dettate dai suoi valori. In un mondo in cui la politica è sempre più considerata strumento per il raggiungimento di fini esclusivamente personali, Gaspare Conforti era proprio un uomo di altri tempi, appartenente ad una storia gloriosa, un uomo che ha partecipato ed ha contribuito, con la sua militanza, alla ricostruzione dell’Italia nel dopoguerra e non ha mai smentito o rinnegato questa storia. Con la scomparsa di Gaspare Conforti, se ne va una delle menti più lucide e lungimiranti della politica italiana e soprattutto di quella calabrese. Se ne va un amico, un padre per i suoi figli e un padre anche per tutte le persone che gli riconoscevano un’autorevolezza non comune, straordinaria. Chi aveva la possibilità di scambiare con lui qualche parola aveva spesso l’impressione di leggere un libro di storia, tanto era ricca la sua vita di aneddoti, di esperienze e lui aveva il piacere di raccontarle perché voleva rendere partecipi tutti di vicende straordinarie cui aveva assistito. Aveva una capacità di infondere fiducia sempre, a chiunque. Ha insegnato molte cose a tutti noi e, soprattutto, a rimanere fedeli a sè stessi, alle proprie idee, a non cambiarle per le convenienze del momento. Per lui l’età non contava, aveva una tempra ed una forza che gli avevano fatto superare le difficoltà della vita, i mille tranelli della politica, soprattutto gli avevano fatto superare l’ostacolo di una malattia durissima da affrontare. Una malattia che avrebbe abbattuto e depresso chiunque ne fosse rimasto colpito. Eppure lui l’aveva sfidata e l’aveva sconfitta e ne era uscito più forte di prima, con grande stupore di chi lo incontrava per la prima volta e si chiedeva da dove traesse quello spirito indomito. Camminava sempre a testa alta, con la fierezza di chi sa di aver dato il massimo, di aver vissuto ogni giorno come un condottiero, un leader, senza paura e senza cedimenti. Era un esempio per come debba essere affrontata la vita, dando importanza ai valori veri, alle cose importanti, alla famiglia che per lui era tutto. I suoi occhi si illuminavano quando parlava della moglie, dei figli e soprattutto dei nipoti. A loro riconosceva di essere stati il suo punto di riferimento vero, nella buona e nella cattiva sorte. Chi lo conosceva sa che era un uomo giovane, che amava i giovani, viveva in mezzo ai giovani, si circondava di giovani, trasmetteva a loro il suo entusiasmo per la vita, la sua gioia di vivere immensa, il suo sguardo ottimista, sempre rivolto verso il domani e mai al passato. Comprendeva le difficoltà dei giovani e cercava di aiutarli, per quanto era nelle sue possibilità, vedeva in loro la sua speranza per il futuro. Si arrabbiava quando constatava che i giovani, a differenza che in passato, non hanno le stesse opportunità e devono lottare molto di più per realizzarsi, per raggiungere qualche risultato. Il suo carattere forte e la sua personalità lo facevano spesso apparire burbero, ricorderemo sempre i suoi rimproveri che accettavamo solo da lui proprio perché gli riconoscevamo la statura morale e la grandezza che appartiene a pochi. Tuttavia, sapeva farsi perdonare, in modo bonario, anche per i suoi rimproveri. D’altronde, diceva sempre quello che pensava, esprimeva il suo disaccordo senza timore, davanti a poche persone o immense platee, ma sapeva anche riconoscere i meriti dei suoi interlocutori, l’intelligenza. Ci mancherà la guida, l’esempio, l’amico, il padre ma sappiamo di aver conosciuto un uomo, le cui qualità e gesta potremo raccontare. E non è un’esperienza che tutti possono vantare.

 CIRCOLO “G. SARAGAT”

FEDERAZIONE PROV.LE PSDI

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