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Un ideale ci deve esser caro soltanto perché è vero, e non perché è nostro.

BELINSKIJ
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TRIBUNA LIBERA: IL PENSIERO DI CIRO TINE'
di Ufficio Stampa (del 05/12/2008 alle 14:40:39, in Ufficio Stampa, linkato 912 volte)

Quello che mi accingo a scrivere, dal titolo altisonante, rappresenta i sentimenti e i sogni repressi di un “separato in casa” che ha sempre seguito gli insegnamenti di chi fa politica al servizio del cittadino e che troppo spesso non ottiene alcuna considerazione perché considerato un “illuso”, un “visionario”. Spero che non venga cestinata come insignificante e menzognera, ma venga esaminata con attenzione e possibilmente ottenga un giusto riscontro.

È un PUZZLE al quale va aggiunto qualche tassello da chi la politica rappresenta un mezzo per l’ottenimento di privilegi da qualunque “sponda” essi provengano! L’intuizione di Saragat, dettata da altissimi valori etici, è stata costantemente disattesa dai comportamenti, spesso inverecondi, dei responsabili dei vertici che l’hanno assoggettata ai loro interessi personali e svuotata dei suoi contenuti. Non posso nascondere la rabbia e l’amarezza nel constatare la lenta, progressiva, inarrestabile agonia del partito che avrebbe dovuto rappresentare e risolvere gli interessi del ceto medio e dei lavoratori. Dal 1974, anno nel quale l’ho scelto, ho dovuto annotare il netto distacco tra la classe dirigente e la base, spesso recalcitrante perché inascoltata, dinanzi alle problematiche costantemente disattese. I moltissimi rappresentanti del vertice, una volta raggiunta la posizione dominante, si sono adoperati con ogni mezzo a consolidare i propri privilegi, frutto di egoismo ed opportunismo, in netto contrasto con gli insegnamenti propugnati dal saggio fondatore. Quante lotte intestine per l’accaparramento dei tesserati! Correnti eternamente litigiose per il predominio al tavolo del potere hanno prodotto negli anni un profondo fossato tra i militanti puri e quelli in cerca di maggiore visibilità. Era un partito del 10/14% e avrebbe avuto un sicuro successo se avesse continuato a difendere le proprie idealità e non avesse preferito svenderle per il privilegio dei soliti noti. Chi militava ai tempi d’oro nel PSDI, con spirito di servizio, aveva previsto la futura decomposizione se non fossero mutati i comportamenti e se non si fosse cercato di ringiovanire i quadri con una severa selezione del materiale umano a disposizione. Quante giovani promesse sono state sacrificate sull’altare dell’opportunismo! Siamo stati partner in molti governi, ma la nostra presenza, per la immodestia dei componenti, non ha inciso minimamente sulle scelte che provenivano dalla base. Le riforme che sono state emanate, spesso con il ragionevole dissenso delle cassandre, hanno con il tempo mostrato la loro fragilità e la loro dispendiosità. Con il perdurare della supponenza verticistica, la base, divenuta silenziosa e cosciente che nulla sarebbe cambiato, ha iniziato ad abbandonare il partito ed approdare in altre strutture politiche che le hanno permesso di partecipare alla realizzazione di alcune problematiche per troppi anni inascoltate. Ancora oggi, alcuni personaggi in molte regioni continuano a rifiutare il malessere dei militanti e dei simpatizzanti e impartire condizioni inaccettabili, alla stregua dei generali senza esercito. Non vogliono capire che, senza terapie efficaci, qualsiasi iniziativa è perdente ed inascoltata. Quei pochi compagni, fedeli per convincimento personale, che tentano di ricucire il difficilissimo tessuto socio politico residuo sono osteggiati e, a volte, denigrati. Fiducia e trasparenza rappresentano il binomio inscindibile per potere nuovamente riavvicinare i delusi, gli amareggiati, gli emarginati, ma a tutt’oggi le difficoltà sono insormontabili per la presenza dei soliti generali! Siamo all’oscuro di qualsiasi iniziativa del partito e non ci è permesso conoscere la sua posizione sulla miriade di problematiche che suscitano il dissenso di molteplici settori della società, dalla scuola alla sanità, dall’ambiente alla giustizia, dalla sicurezza all’immigrazione ed ancora………. La gente non vuole più ascoltare progetti fumosi e irrisolvibili, chiede concretezza e urgenti provvedimenti. Qual è la posizione del PSDI sulle elucubrazioni economiche del governo? Esse, a ragion veduta, rappresentano un inutile e dispendioso palliativo, inefficace ai fini del miglioramento della condizioni di vita delle fasce sociali più deboli cittadini! Questa è la domanda che ognuno di noi si pone e ad ognuno di noi viene proposta! siamo in grado di farlo? Allora muoviamo le nostre pedine e ripristineremo la credibilità perduta e sotterrata. Necessita molta umiltà ed iniziative efficaci per rinverdire il contatto epidermico con la gente. Tentiamo di affermare la nostra presenza proponendo progetti risolutivi per le gravissime problematiche che attanagliano le famiglie, intervenendo con idee di fattibilità sul precariato nel lavoro, partecipando attivamente alle proteste civili degli studenti, combattendo per il riconoscimento e l’indispensabilità della ricerca, respingendo al mittente le iniziative populistiche della Povery Card. Inoltre è indispensabile la nostra presenza nelle piazze per capire le esigenze della gente, pensionati, lavoratori in cig e monitorare quotidianamente le difficoltà del mondo del lavoro. Basta egoismi, opportunismi ed ambiguita’. chi e’ scelto per rappresentare i cittadini deve essere disponibile sempre a risolvere i suoi problemi, senza approfittare del proprio status per il proprio tornaconto. Queste sono le nuove basi su cui il partito è chiamato al confronto, identiche a quelle che hanno codificato i nostri padri fondatori nella storia del socialismo riformista. Forse con queste premesse riusciremo a convincere i giovani che il capitalismo, così come illustrato dall’attuale governo, non rappresenta la panacea al disastro socio economico presente e che le ideologie in difesa della libertà di pensiero sono ancora efficienti ed efficaci. Chi è disponibile a queste condizioni? Gli sforzi sovrumani messi in cantiere dai compagni pugliesi dovrebbero indicare a tutte le altre regioni la via da percorrere senza ma e senza se, perché senza alcun sacrificio il futuro è irraggiungibile. A Magistro rivolgo il mio pensiero di stima ed affetto per la incrollabile volontà di ridare al PSDI la dignitosa presenza che gli compete nel panorama politico nazionale ed europeo, ribadendo che la nostra presenza fra la gente è indispensabile per capire in tempo reale le esigenze ormai ineludibili.

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